La domanda arriva sempre uguale, spesso al telefono o davanti alla stufa in showroom: “Sì ok, bella… ma quanto consuma al giorno?”
Ed è una domanda onesta, perché il pellet non è un soprammobile: se sbagli scelta o uso, te ne accorgi in bolletta e nel portafoglio al momento di ordinare i sacchi.
La verità utile (e un po’ fastidiosa) è questa: non esiste un numero unico. Una stufa a pellet può consumare poco o tanto a seconda di casa, isolamento, potenza, impostazioni e abitudini. Però esistono range realistici e, soprattutto, esistono motivi precisi per cui una stufa “beve” pellet come se fosse gratis.
Qui trovi esempi pratici, scenari tipici tra Brescia, Mantova e Verona, e le cose che in sopralluogo vediamo fare (in buona fede) e che fanno schizzare i consumi.
Scelta in 10 secondi: consumi tipici
- Uso “serale” (4–6 ore/giorno) in appartamento medio: spesso 5–10 kg/giorno
- Uso quotidiano (8–12 ore/giorno) in casa media: spesso 10–20 kg/giorno
- Casa grande o poco isolata + tante ore: può salire oltre 20 kg/giorno
Non prendere questi numeri come legge: prendili come termometro. Se sei molto sopra o molto sotto, c’è quasi sempre un motivo (buono o cattivo).
Guarda le nostre stufe a pellet





Da cosa dipende davvero il consumo giornaliero
1) Isolamento e dispersioni: la stufa non fa magie
Una casa nuova o ben isolata trattiene calore. Una casa anni ’60–’80 con serramenti vecchi e spifferi lo butta fuori come un secchio bucato.
Capita spesso che il cliente dica “mi consuma tantissimo” e poi scopriamo che:
- scalda tanto volume
- con dispersioni alte
- e magari con stanze sempre aperte
Il pellet non è il problema: è la fisica.
2) Potenza (kW) e dimensionamento: più grande non vuol dire meglio
Una stufa sovradimensionata tende a fare cicli strani, spegnimenti/riaccensioni, o lavorare male in modulazione. Risultato: consumi che non ti spieghi e comfort altalenante.
In pratica: la potenza giusta è quella che ti dà comfort con continuità, non quella che ti fa “sauna” in mezz’ora.
3) Temperatura impostata e gestione oraria
Impostare 24–25°C e poi lamentarsi dei consumi è come guidare sempre in seconda e chiedersi perché fai pochi km/l.
Molte famiglie ottengono un buon equilibrio con temperature più sensate e una gestione a fasce (dipende dalla casa).
4) Ventilata, canalizzata, idro: cambia il consumo?
Cambia soprattutto quanta casa stai cercando di scaldare.
- Ventilata: spesso scalda bene una zona e la usi “a blocchi” → consumi più controllabili
- Canalizzata: scalda più stanze → lavora di più
- Idro/termostufa: entra in logica impianto → se devi scaldare tutta casa, il consumo sale (ma anche il comfort e la copertura)
5) Qualità pellet e manutenzione
Pellet scadente può dare:
- più cenere
- combustione meno efficiente
- vetro più sporco
- rendimento peggiore
E una stufa sporca (braciere, scambiatore, canali aria) consuma di più. Non perché è cattiva ma perché respira peggio e scambia peggio.
Esempi pratici
Qui sotto trovi tre scenari realistici. Sono “foto tipo” che vediamo spesso tra Brescia, Mantova e Verona. Non sono promesse: sono esempi per capire gli ordini di grandezza.
Appartamento a Brescia (70–90 mq), uso serale
- Casa in condominio, isolamento medio, uso 5–6 ore al giorno
- Obiettivo: zona giorno calda, camere appena temperate
Consumo tipico: spesso nella fascia 5–10 kg/giorno, con variazioni in base a temperatura impostata e dispersioni.
Dove si sbaglia: temperatura troppo alta e porte aperte “per scaldare tutto” con una ventilata.
Villetta in provincia di Verona (120–160 mq), uso quotidiano
- Famiglia, casa su due livelli, uso 8–12 ore al giorno
- Se la stufa è canalizzata o si prova a scaldare più ambienti
Consumo tipico: spesso 10–20 kg/giorno nei periodi più freddi.
Dove si vince: gestione oraria intelligente e potenza dimensionata bene.
Dove si perde: canalizzazioni lunghe o impostazioni aggressive “sempre al massimo”.
Casa indipendente in provincia di Mantova, poco isolata
- Casa grande, dispersioni alte, magari soffitti alti
- Uso molte ore, obiettivo “tutta casa calda”
Consumo tipico: può superare 20 kg/giorno nei picchi invernali.
Qui la verità è spigolosa: senza interventi su isolamento o strategia (zone, porte, integrazioni), la stufa farà quello che può… ma il pellet vola via.
Quanto costa al giorno?
Il costo dipende dal prezzo del pellet nel momento in cui lo compri (che cambia) e da quanti kg consumi.
La formula è banale:
Costo giornaliero = kg consumati × prezzo al kg
Esempio pratico: se consumi 10 kg/giorno e paghi 0,40 €/kg → 4 €/giorno.
Se consumi 20 kg/giorno → 8 €/giorno.
Non serve indovinare il prezzo perfetto: serve capire se sei nella fascia 5, 10, 15 o 25 kg. Da lì i conti li fai in un attimo.
Come consumare meno senza patire
Imposta una temperatura “da umani”
Non serve vivere a 25°C. Spesso il comfort arriva da:
- temperatura coerente
- aria che gira bene
- casa che non disperde
Meglio sempre accesa o a fasce?
Dipende dalla casa:
- Se la casa disperde molto, tenere sempre acceso può essere uno spreco.
- Se la casa trattiene bene, mantenere una base e fare rialzi può essere efficiente.
Capita spesso che la scelta giusta salti fuori solo guardando la casa e l’uso reale: ecco perché il sopralluogo (quando serve) fa risparmiare soldi, non li costa.
Pulizia: la stufa “respira” o ansima?
Braciere sporco e scambiatori intasati = consumi su. Punto.
Errori che vediamo spesso in sopralluogo
- Stufa sovradimensionata “così sto tranquillo” → consumi e comfort peggiori.
- Impostazioni sempre alte (temp e ventola) → consumi su e spesso fastidio (aria troppo secca/calda).
- Pellet economico senza criterio → più cenere, resa peggiore, più pulizie.
- Pulizia saltata (o fatta male) → la stufa lavora peggio e consuma di più.
- Provare a scaldare tutta casa con una ventilata → consumi che aumentano e camere comunque tiepide.
- Canna fumaria non ottimale → combustione instabile, problemi di tiraggio, rendimento che cala.
Queste cose non si risolvono con “un modello più potente”. Si risolvono con scelta giusta + installazione corretta + uso sensato.